Aggiornamenti processo Scripta Manent

Per la data del 1° luglio è stata stabilita la prima udienza di appello del processo Scripta Manent presso l’aula bunker delle Vallette di Torino. Le date fissate per le udienze di appello sono queste: 1, 8, 10, 15, 17, 22, 24, 29 luglio; 9, 11, 16 settembre.

Nonostante la pandemia, il Tribunale di Torino è fra quelli che hanno garantito lo svolgersi di processi “importanti”, e con detenuti, già in calendario per questa estate. Quindi presumibilmente questa data rimane in effetti confermata.

I/le compagni/e imputati/e sono accusati di 270 bis e per varie azioni antimilitariste, contro i CPR, in solidarietà agli anarchici prigionieri, contro caserme, sedi e uomini delle istituzioni a firma FAI e FAI/FRI, dal 2003 ad oggi. Gli imputati prigionieri saranno in videoconferenza, come in tutte le ultime udienze del primo grado.

Infatti durante il periodo delle udienze preliminari non c’era ancora nessuna legge che imponesse la videoconferenza. Poi, all’inizio del primo grado è passata la legge che però concedeva un anno di tempo a carceri e tribunali per adeguarsi, imponendo in quell’anno di adeguamento la videoconferenza solo agli imputati accusati di essere ai vertici delle “associazioni”. Passato l’arco di tempo di un anno, la videoconferenza è stata applicata a tutti/e come previsto.

All’udienza dell’11 febbraio 2019, sempre nell’aula bunker del carcere di Torino, un nutrito gruppo di compagni e compagne ha espresso la sua calorosa solidarietà agli anarchici/e sotto processo. Il PM Roberto Sparagna, è stato impossibilitato a prendere parola per formulare la sua requisitoria. Dopo diversi slogan e la lettura del testo sottostante, la Corte ha interrotto l’udienza. L’aula è stata sgomberata dall’intervento delle squadre antisommossa.

Coerentemente alla strategia impiegata dagli inquirenti fino ad ora, tesa a isolare i prigionieri e minare il sostegno espresso loro, perseguendo le varie manifestazioni di vicinanza e solidarietà, la questura di Torino in seguito alla presenza in aula di febbraio, ha emesso una sessantina di fogli di via dalla città, e sette denunce per interruzione di ufficio ed oltraggio in concorso.

Rimane importante continuare a dimostrare la nostra solidarietà agli/le imputati/e.

«Qui si stanno mettendo sotto accusa 20 anni di storia dell’anarchismo.
Non siamo imputati, ma questa è la nostra storia ed il nostro percorso rivoluzionario.
E proprio a questo percorso appartengono le pratiche oggi sotto processo.
Siamo tutti coinvolti e i boia dello stato non possono definire né comprendere le nostre idee e le nostre vite.
Solidarietà ai prigionieri anarchici e rivoluzionari!
Non un passo indietro, Sempre A Testa Alta.
“Fermamente e senza compromessi verso il nostro obiettivo”.
Per l’Anarchia!».

SOLIDARIETA’ E FORZA AI COMPAGNI PRIGIONIERI DELLA GUERRA SOCIALE!
LIBERTA’ PER ANNA, MARCO, ALFREDO, NICOLA E SANDRO!