Che la violenza cambi di campo

Sembra che l’ ennesimo omicidio operato dalle forze dell’ ordine negli USA abbia destato una rabbia che, forse complice anche la RE-pressione pandemica,  si è riversata nelle strade e si è infranta assetata di vendetta contro polizia, negozi e fast food. Anche la blindata e sorvegliatissima america non sembra esente dalle “tensioni sociali” di cui in italia ha tanto paura la cosidetta “ministra” Lamorgese.

Tre giorni di rivolta e manifestazioni in molte città. A minneapolis ci sono stati attacchi a concessionarie, espropri a supermercati, fast food e scontri con gli sbirri. Il fuoco illumina le notti cittadine e culmina con l’ attacco a una stazione di polizia, che viene saccheggiata e data alle fiamme dalla irata teppaglia.

Il cosidetto “presidente” Trump minaccia di mandare l’ esercito e di far sparare sulla folla. Quindi? questo farà smorzare la rivolta e quietare gli animi oppure contribuirà ad estenderla e affilarla di più, come la lama mortale sotto le mani del laborioso arrotino?

Intanto alcuni giornali si chiedono che fine avranno fatto le armi e gli esplosivi detenuti nel commissariato dopo che la sbirraglia se la dava a gambe dal tetto e i “criminali” saccheggiavano i locali…Forse saranno veline o scoops giornalitici, ma chissà mai che non sia il solo Trump a volersi preparare per lo scontro…

Mentre da qualche parte nel mondo il cocktail di paura, paranoia, violenza e ultra-contollo tecnologico dettato da Covid e compagnia bella sta dando vita ad uno scoppio della dinamite sociale verso i mittenti della violenza strutturata e del sadismo istituzionalizzato, come al solito nel belpaese e in generale nell’ europa unita pare non muoversi una foglia, la violenza arriva sempre a senso unico da stato, polizia e antiterrorismo che si divertono a imbastire operazioni repressive industriose verso chi non attende e si ribella e a dettare legge su tutti gli altri. Le morti e torture nelle carceri e nei lager non sembrano nemmeno aver indignato la brava, vera cittadinanza democratica. Bisognerà aspettare che le merde in divisa ammazzino per strada anche qui per valutare la “legittimità” di un insurrezione? O forse nemmeno allora?

Speriamo che le amanti del fuoco e gli individui a cui bastano sé stessi per rivoltarsi, illuminino sempre le notti e portino avanti fieramente anche da sole la loro guerra. Per adesso…

La violenza rigenera se stessa nelle mani di chi domina e si ripercuote sempre contro chi passivamente non reagisce e zitto subisce.

Senza reagire ci si ritroverà sempre in posizione subalterna e dominata, in una vita ridotta all’ osso.

Armarsi, esplodere, reagire a cosa può portare?

Alla retorica della “violenza genera violenza”?

Alla repressione sempre più dura e all’ esercito che spara sulla folla?

…Ma davvero vale la pena di domandarselo ancora e non  conviene piuttosto tuffarsi nell’ oblio dell’ incerto e dell’ indeterminato?

Certamente chi in queste ore stà oltreoceano a battersi per le strade e a goire della rivolta ha di meglio a cui pensare che le pippe impaurite dei timorosi razionalisti.

Che la violenza cambi di campo

Che la violenza cambi di campo

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