È in uscita il numero 8 del giornale L’Urlo della Terra

Care lettrici e cari lettori,

sta per essere dato alle stampe il nuovo numero dell’Urlo della Terra, di 36 pagine, che contiamo di avere pronto per la distribuzione per la metà del mese di luglio.
Vi chiediamo, se potete, di sostenerci con anticipo rispetto ai normali tempi di spedizione del giornale e di invio del contributo. Questo ci permetterà di far fronte alle non leggere spese tipografiche e di distribuzione in Italia, all’estero e ai non pochi prigionieri.

Contattateci inoltre per una diffusione del giornale più ampia e capillare nelle vostre zone: biblioteche, circoli, centri di documentazione… e per iniziative benefit.
Per la distribuzione sono disponibili anche alcuni numeri arretrati.

Siamo disponibili per presentazioni e discussioni sui contenuti del giornale, in luoghi pubblici e aperti dove il buon pensiero si alimenta.

Vi ricordiamo le Tre giornate contro le tecno-scienze il 24-25-26 luglio, momento in cui diffonderemo anche questo nuovo numero del giornale:

https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/programma-tre-giornate-contro-le-tecno-scienze-24-25-26-luglio/

Un caro saluto e grazie
La redazione
In questo numero:

– Editoriale
– La società cibernetica, Resistenze al nanomondo
– Pandemizzare il mondo per digitalizzare e vaccinare tutti.
ID 2020: una nuova operazione AktionT4 si appresta all’orizzonte, Costantino Ragusa
– La riproduzione artificiale dell’umano: la strada del transumanesimo, Silvia Guerini
– Il progetto Manhattan di riproduzione, Gena Corea
– Oltre i limiti del femminismo, Luana Martucci
– Politiche della natura, Giulio Sapori
– Primavera silenziosa, Resistenze al nanomondo
– Sguardo obliquo, Nella
– I loro virus, le nostre morti, Pièces et main-d’œuvre
– Sottomissione o insubordinazione?, Pipistrelli che propagano il fuoco
– Contro l’eugenetica e l’antropocidio. Appello per l’abolizione di ogni riproduzione artificiale dell’umano

4 euro a copia, più spese di spedizione 1,30 euro
Per i distributori minimo 5 copie: 3 euro a copia, più spese di spedizione 1,30 euro
Spese di spedizione per l’estero: 5,50 euro

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IBAN: IT73L3608105138236370036378
Intestata a Silvia Guerini
Specificare la causale L’Urlo della Terra

Per contatti e richieste:
urlodellaterra@inventati.org
www.resistenzealnanomondo.org

https://www.resistenzealnanomondo.org/necrotecnologie/e-in-uscita-il-numero-8-del-giornale-lurlo-della-terra/

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Ora pro nobis. Fine ingloriosa di una lotta

Iniziata con blocchi stradali e barricate, danneggiamenti e sabotaggi,
la lotta contro Tap – quella pratica, quella per opporsi per davvero,
partita il 20 marzo 2017 – arriva alla sua conclusione con una
“preghiera per la Madre Terra”. Dalla fisicità dei corpi di individui
che si opponevano al transito dei camion, si è arrivati all’incorporeità
fantasmatica della religione, della spiritualità e della metafisica.
Dalle possibilità offerte dai pensieri e dalle braccia di persone
coscienti, si è arrivati ad affidarsi all’inconsistenza ectoplasmatica
dei fantasmi e del sovrannaturale.

Si tratta della miserabile fine di una lotta iniziata bene e finita
malissimo; una fine miserabile ma inevitabile, considerato che la
presenza dei fantasmi ha iniziato subito ad aleggiare sulla lotta contro
Tap. Dalla consapevole fisicità delle proprie possibilità, infatti,
molto presto alcuni hanno voluto trascinare la lotta verso
l’inconsistenza della politica, per passare poi all’impalpabilità della
Legge e giungere oggi al suo inevitabile, triste epilogo, accompagnato
da una serie di figure e figuri impegnati a raccontare le loro mitiche
gesta, a lamentare la cattiva repressione che li perseguita, per tentare
di blandire qualche cuore generoso e spingerlo ad aprire il portafogli
per una donazione più o meno cospicua.

Su tutto ciò, fin dall’inizio, ha aleggiato lo spirito di un altro
fantasma: quello della “lotta popolare”. Un fantasma che, partito da
territori lontani, ha esteso le sue metastasi fino agli ulivi del
Salento; una “lotta popolare” che voleva essere lotta di popolo intesa
come lotta unica, castrando le innumerevoli possibilità che avrebbero
potuto aprirsi se il popolo – questo ennesimo ectoplasma – fosse
considerato come un insieme di individui diversi tra loro, anziché un
blocco monolitico, una massa indistinta. È nel nome del popolo che
questo genere di lotte può perdere la sua iniziale spinta ed abortire la
sua fantasia, nel segno di un adeguamento ed adattamento delle forme
della lotta su quelle che la maggioranza del popolo vuole, e ci si
adatta e si rinuncia alle proprie, per non fare cosa sgarbata.

C’è un abisso incolmabile tra l’entusiasmante inizio della lotta e la
sua miserabile – seppure inevitabile – fine. Un abisso che è prodotto
del pensiero che accompagna la lotta stessa. Se per fare le barricate è
necessario stare in piedi, muoversi, usare le braccia, ingegnarsi e
mettersi in gioco, per pregare è sufficiente inginocchiarsi, giungere le
mani ed affidarsi ad una entità presunta superiore. Ma
quell’inginocchiarsi è il segno più limpido della sottomissione, ed
inginocchiarsi e sottomettersi oggi davanti all’ectoplasma religioso,
spirituale o metafisico, è l’inevitabile capolinea di chi prima si è
inginocchiato e sottomesso ai fantasmi della politica, della Legge e
della lotta popolare, abdicando alle proprie facoltà di individuo non
sottomesso.

Lo sanno anche loro, gli adoratori di fantasmi, anche se non vogliono
ammetterlo, ed è per questo che da tempo hanno smesso di ammorbare con
il loro hastag di battaglia tanto non la fanno.

Requiescat in pacem.

Nemici di Tap

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La Nave dei Folli – Episodio 13

L’analogia cibernetica tra calcolatore e cervello illustra bene il processo di ontologizzazione della macchina. L’abbattimento delle frontiere tra vivente e non vivente, umano e meccanico, traspare nelle parole di McCulloch: «i cervelli sono delle macchine calcolatrici ma le macchine calcolatrici non sono ancora dei cervelli.»

Uno dei migliori esempi di ribaltamento ontologico operato dalla cibernetica resta il famoso Homeostat dell’ingegner Ross Ashby, presentato alla 9a conferenza Macy e concepito come il duplicato tecnico di un organismo, in grado di riprodurre artificialmente i meccanismi biologici all’opera in un essere vivente. Per Ashby il cervello è un «mezzo specializzato di sopravvivenza» e tenta di riprodurne in modo meccanico le funzioni di mantenimento dell’equilibrio dell’organismo.

L’Homeostat si autoregola modificando i comportamenti interni indipendentemente dalle fluttuazioni esterne. La macchina opera su due livelli: partendo da un modello determinista di coevoluzione dell’organismo con l’ambiente, fa intervenire in seconda battuta l’azzardo delle fluttuazioni interne adoperate dall’organismo per rispondere a una trasformazione troppo grande nell’ambiente esterno. Così, mettendo l’accento sull’autoregolazione nel processo di adattamento, Ashby prepara la via alla seconda cibernetica e alle teorie dell’auto-organizzazione.

Riferimenti episodio 13

• Dead Can Dance, Yulunga [Spirit Dance] (Into the Labyrinth, 1993)
• Luciano Salce, Vieni avanti cretino (1982)
• LETTURE A MEZZA VOCE – Divieto di socialità (IV puntata)
• Tool, Fear Inocolum (2019)
• Werner Herzog, Dove sognano le formiche verdi (1984)
• Jethro Tull, Dharma For One (This Was, 1968)
• CCC CNC NCN, Suite 2018 (Miniaturesuite 1985-2018); Nig Nig Nig, Winter’s Remains On Skeletal Wolves; Nig Nig Nig, Gratia Algae Hidden Bukkake (akasha doom sessions, 2020)
• Der Blutharsch, Untitled (Der Sieg Des Lichtes Ist Der Lebens Heil, 1998)
• Biagio Accardi, L’albero che cammina (2016)

https://lanavedeifolli.noblogs.org/

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26 giugno sotto il carcere della Dozza – Considerazioni

Tornare sotto il carcere della Dozza e riuscire a comunicare a lungo con i prigionieri è stato emozionante e ci ha provocato ancor più rabbia. Qualcuno/a di noi è finito/a dall’altra parte del muro il mese scorso, anche se non alla Dozza; è stata una permanenza – seppur breve – che ci ha convinte e convinti ancora di più di quanto delle galere non debbano restare che macerie.

Venerdì 26 giugno eravamo tante/i là sotto; siamo arrivati sotto le sezioni dei comuni e dell’AS3 e finalmente, dopo mesi, siamo riusciti a comunicare bene con chi è rinchiuso. Sin dal nostro arrivo si sono alzati dalle celle cori per la libertà e contro le galere.

Tutta la nostra vicinanza e complicità è stata portata alle compagne e ai compagni arrestati con l’Op. Bialystok, dove ancora una volta la solidarietà è stata attaccata, la solidarietà espressa in più modi e forme verso i/le compagni/e arrestate per l’Op. Panico e a fianco di Paska che aveva alzato la testa contro il pestaggio riservatogli dalle guardie durante il trasferimento per un’udienza a Firenze e contro la sua permanenza nel carcere di La Spezia.

Abbiamo riportato ai prigionieri quello che sta succedendo anche in altre carceri, un quadro che fa emergere senza mezzi termini che le strette imposte nel periodo dell’emergenza coronavirus hanno tutta l’aria di voler essere prolungate il più possibile da parte del DAP e delle direzioni dei penitenziari: dalle limitazioni ai colloqui, 1 o 2 al mese col plexiglass, alla stretta sui regimi a celle aperte, sino alle ripetute intimidazioni verso chi alza la testa.

Si è ribadita la responsabilità di Bonafede e dei suoi leccapiedi del DAP per le morti avvenute durante le rivolte di marzo, l’uso strumentale di quegli episodi su cui ora si fa leva per imporre ulteriori restrizioni. Lo Stato, come si è visto in questi mesi, cerca di volta in volta di attribuire la responsabilità delle stesse alla regia mafiosa o anarchica, per lavarsi la coscienza di ciò che è solo il frutto dell’orrore quotidiano del sistema carcerario. In questo senso le limitazioni estreme che regolano il regime del 41bis riflettono proprio il modello carcerario punitivo e di annullamento dell’individuo a cui, con crescente evidenza, si richiamano i vertici del DAP e il ministro Bonafede per l’intero panorama carcerario.

Dalle celle sono partiti ripetutamente cori e urla, fino ad arrivare a un fitto scambio di informazioni sulla situazione interna alla Dozza: dalle sezioni dei comuni più voci hanno raccontato che perdurano le limitazioni sui colloqui (uno al mese col plexiglass) e sulle ore d’aria (solo due al giorno) in tutto il carcere; diversi sono ancora i casi di prigionieri ammalati di COVID, o quantomeno di sospetti tali, tenuti nelle sezioni con gli altri e si parla di persone a cui le “cure” sono “garantite” con la sola somministrazione della solita tachipirina; per quanto riguarda il cibo, con il carrello del vitto è un susseguirsi di pasta, pane e riso, confermando la scarsa attenzione dell’amministrazione per una dieta minimamente salubre mentre l’uso delle docce è limitato a 5 minuti, altrimenti si riceve rapporto da parte delle guardie; regolari sono le perquisizioni delle celle intorno alle 4 di notte; i prigionieri hanno lamentato l’assenza di educatori (alcuni invece li hanno insultati senza mezze misure) e di qualsiasi tipo di attività lavorativa o meno; molti di loro hanno residui di pena bassi e magari anche un domicilio, ma non vengono fatti uscire; il detenuto che a fine maggio aveva dato fuoco all’infermeria (ad oggi ancora fuori uso) è stato picchiato e sbattuto in isolamento.

Più volte le guardie in borghese presenti sulle mura di cinta, con chiaro intento intimidatorio, hanno rivolto le loro telecamere verso i detenuti che comunicavano con i solidali.

Raccogliere notizie su quanto avviene dentro e renderle pubbliche ci sembra il minimo, tanto più in un periodo come questo, in cui nelle galere il lockdown sembra tutt’altro che superato e che la tendenza sia quella di normalizzare questa situazione.

Non si stupiscano lorsignori se fra un po’ di tempo, magari molto poco, la misura sarà nuovamente colma.

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USA – Un ragazzo è morto a Detroit negli scontri per George Floyd

Un morto e una quarantina di arresti, è il primo bilancio di una notte di scontri a Detroit per il caso George Floyd,  l’afroamericano morto lunedì scorso a 46 anni sotto il ginocchio dell’agente Derek Chavin. Il capo della polizia, James Craig, ha confermato al Detroit News l’uccisione di un ragazzo di 19 anni ucciso vicino a un grande raduno di manifestanti a Cadillac Square.

Le proteste negli Stati Uniti contro la morte di George Floyd, ucciso durante l’arresto a Minneapolis, sono divampate come un violento incendio contro ogni istituzione. 

Qualcuno in una Dodge Durango grigia ha sparato in mezzo alla folla, colpendo il diciannovenne, secondo la polizia. L’assassino è fuggito dalla scena del crimine; la vittima è stata trasportata all’ospedale, dove è stata dichiarata morta. La polizia ha detto che le circostanze della sparatoria sono sotto inchiesta.​ La sparatoria è avvenuta mentre un reporter di Detroit News stava facendo un video della protesta in diretta su Facebook. Nel video si sentono gli spari, che spingono le persone a scappare dalla zona, mentre altri chiamano la polizia per chiedere aiuto.
“E’ iniziata in modo pacifico e la stragrande maggioranza dei manifestanti è venuta qui con le migliori intenzioni e li applaudo per aver voluto farsi sentire”, ha detto Craig in un’intervista telefonica al Detroit News. “Ma la situazione è stata aggravata da un piccolo gruppo”.

La situazione si è fatta tesa quando gli agenti vicino a Randolph e al Congresso si sono messi in fila mentre i manifestanti si avvicinavano, a braccia alzate, gridando “mani in alto, non sparate”. Gli agenti durante quello che sembrava essere un faccia a faccia hanno fatto indietreggiare la fila. I manifestanti hanno lanciato bottiglie mentre altri si sporgevano dai piani superiori di un parcheggio. La polizia ha lanciato i gas lacrimogeni sui manifestanti.

Il Pentagono allerta la polizia militare

L’arresto del poliziotto che soffocò Floyd durante l’arresto, non ha, dunque, placato le tensioni. E il Pentagono, con un raro passo, mette in allerta la polizia militare per andare a Minneapolis. I soldati di Fort Bragg in North Carolina e Fort Drum a New York, due delle basi più importanti del corpo della Polizia Militare dell’esercito americano, hanno ricevuto l’ordine di essere pronti a partire entro quattro ore, se chiamati. Ai soldati di Fort Carson, in Colorado, e di Fort Riley, in Kansas, è stato detto di essere pronti entro 24 ore. Lo hanno rivelato ad Ap fonti protette dall’anonimato.

I precedenti

Si chiama Insurrection Act la legge, del 1807, che consente di impiegare l’esercito sul suolo americano per motivi di ordine pubblico. Un passo raro ma non inedito. L’ultima volta che i militari furono schierati per sedare le proteste fu nel 1992, in California, contro i manifestanti per il caso Rodney King.

King era un tassista nero di 27 anni, picchiato dalla polizia di Los Angeles nel 1991. Quattro agenti finirono sotto processo e furono assolti il 29 aprile 1992. La sentenza innescò la “rivolta di Los Angeles”: cinque giornate di scontri che si conclusero il 3 maggio. Rodney King è morto 20 anni dopo, a 47 anni, nel 2012: fu trovato annegato sul fondo di una piscina. La morte fu archiviata come fatto accidentale.

Spari contro le forze dell’ordine a Minneapolis

Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Minnesota scrive su Twitter che sono stati sparati dei colpi contro le forze dell’ordine vicino al 5 distretto di Minneapolis. Nel post, la polizia precisa che nessun agente e’ stato ferito. “Lasciate la zona o sarete arrestati”, ha detto il tweet. ​

Gli altri tre poliziotti coinvolti nella vicenda di Floyd non sono stati ancora arrestati ma sono sotto indagine. Dalle testimonianze locali, in particolare quella del vice presidente del consiglio comunale, Andrea Jenkins, è emerso che Floyd e Chauvin, si conoscevano molto bene perché avevano lavorato insieme per diversi anni nella sicurezza di un night club. 

Il governatore del Minnesota: “Situazione incredibilmente pericolosa”

La situazione a Minneapolis rimane “incredibilmente pericolosa”, mentre le proteste continuano in città, ha detto il governatore del Minnesota Tim Walz in una conferenza stampa poco dopo le 1 di notte ora locale. Varie polizie stanno rispondendo ai disordini in tutta la città, dopo che un certo numero di manifestanti ha ignorato il coprifuoco fissato dal governo dello stato alle 20.00.

“Questo è il più grande dispiegamento civile nella storia del Minnesota”, ha detto Walz. Secondo il governatore, gli agenti non possono arrestare le persone solo perche’ sono in strada. “Questa è un’operazione che non è mai stata fatta in Minnesota”, ha aggiunto Walz.

Poi, l’appello su Twitter: “Cittadini del Minnesota, vi prego tornate a casa”. “È il momento di riportare la pace nelle nostre strade e nei nostri quartieri. La situazione è diventata pericolosa per i cittadini e per le forze di primo intervento”.

Cosa dice l’autopsia su Floyd

L’autopsia su George Floyd ha accertato che “non ci sono elementi fisici che supportano una diagnosi di asfissia traumatica o di strangolamento”. Secondo il referto, riportato dai media americani, “gli effetti combinati dell’essere bloccato dalla polizia, delle sue patologie pregresse e di qualche potenziale sostanza intossicante nel suo corpo hanno probabilmente contribuito alla sua morte”.
Ma la famiglia di Floyd, morto dopo che un agente bianco gli ha tenuto un ginocchio sul collo per 8 minuti e 53 secondi mentre era a terra, vuole una autopsia indipendente, spiega l’avvocato dei Floyd, secondo il quale i familiari della vittima non si fidano delle autorità di Minneapolis.

Le parole di Trump​

L’attenzione resta alle stelle anche a causa di alcuni precedenti tweet del presidente, Donald Trump, che dopo aver promesso giustizia per la vittima, ha usato parole di fuoco contro quelli che ha definito i “criminali” che hanno commesso atti vandalici e saccheggi e ha minacciato l’uso della forza.

Casa Bianca in lockdown

Intanto le agitazioni hanno costretto la Casa Bianca al lockdown. I servizi segreti, per sicurezza, hanno deciso di chiudere la residenza presidenziale Usa anche alla stampa dotata di ‘hard pass’.

Stato d’emergenza in Georgia, mentre in tre città del Minnesota è stato imposto il coprifuoco. ​Bloccata dai manifestanti la Freeway 101 di Los Angeles, una delle principali arterie della città. La polizia di Los Angeles ha invitato, anche vi Twitter, i residenti e chi lavora in zona ad andarsene: “Abbiamo dichiarato illegale il raduno in tutto il centro di Los Angeles. Dala Freeway 10 alla 101 e dalla 110 fino ad Alameda. 

Nella capitale americana i manifestanti hanno sfilato pacificamente sulla 14esima strada, vicino alla Casa Bianca, mentre a New York si sono radunati davanti al Barclays Center di Brooklyn. 

Casa Bianca vs Minneapolis

Poche ore dopo la notizia che il commissariato numero tre a Minneapolis era stato dato alle fiamme ed evacuato “per la sicurezza del personale”, Trump se l’era presa con il sindaco “di estrema sinistra”, Frey, accusandolo di “debolezza” e avvertendolo di “riportare la situazione sotto controllo” altrimenti invierà la Guardia nazionale.

A stretto giro è arrivata la risposta del primo cittadino, che in precedenza aveva definito a sfondo razziale l’omicidio Floyd. Ribadendo di essere deciso a “non tollerare” il proseguimento di atti vandalici, Frey ha respinto al mittente le accuse di carenza di leadership: “Debolezza è puntare il dito contro qualcun altro in un momento di crisi. Donald Trump non sa nulla della forza di Minneapolis, supereremo questo momento difficile”.

Ma a scatenare la polemica e anche la decisa reazione di Twitter sono state altre affermazioni contenute nel cinguettio di Trump. “Questi criminali stanno disonorando la memoria di George Floyd”, ha scritto il capo della Casa Bianca, esprimendo anche il pieno appoggio dell’esercito al governatore del Minnesota, Tim Walz, il quale ha firmato l’ordine con cui attiva l’intervento della Guardia nazionale. “Quando iniziano i saccheggi, si inizia anche a sparare”, ha concluso Trump, di fatto ventilando l’uso della forza contro i manifestanti responsabili degli atti vandalici.

Questa sua ultima esternazione gli è costata una nuova ‘segnalazione’ da parte di Twitter. Il social network guidato da Jack Dorsey ha marcato il post del presidente, oscurandolo parzialmente, perché ritenuto contrario alle regole di utilizzo del social network e un’incitazione alla violenza.

Il tweet non è stato oscurato del tutto, “poiché potrebbe essere di pubblico interesse”, ma la mossa di Twitter è destinata a rinfocolare lo scontro già acceso con la Casa Bianca. Trump ha poi precisato, sempre su Twitter, che ha parlato di un fatto, non di un’affermazione con il desiderio che accada.

https://www.agi.it/estero/news/2020-05-30/usa-morto-detroit-scontri-george-floyd-pentagono-8767821/

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Dalla California a Washington DC, la lunga notte di rabbia

Dalla California a Washington DC: le proteste negli Stati Uniti contro la morte di George Floyd, ucciso durante l’arresto a Minneapolis, sono divampate come un violento incendio contro ogni istituzione. A nulla è servito il coprifuoco notturno per il tutto il weekend imposto a Minneapolis e in altre due citta’ del Missouri, St. Paul e Roseville. Il bilancio piu’ pesante è quello registrato a Detroit, nel Michigan, dove è un 19enne è stato ucciso da colpi d’arma da fuoco sparati da un’auto in corsa contro i manifestanti. Di seguito una cronologia dei fatti della notte violenta negli Usa.

Il Pentagono è pronto a inviare la polizia militare. L’arresto del poliziotto, accusato di omicidio preterintenzionale per la morte dell’afroamericano, non placa le tensioni. Proteste in diverse città. Stato d’emergenza in Georgia

ORE 20 (LE 2 IN ITALIA): PROTESTE A WASHINGTON, CASA BIANCA IN LOCKDOWN Nella capitale americana i manifestanti hanno sfilato sulla 14esima strada, vicino alla Casa Bianca. I servizi segreti, per sicurezza, hanno deciso di chiudere la residenza presidenziale Usa anche alla stampa dotata di ‘hard pass’.

ORE 20 (LE 3 IN ITALIA): SCATTA IL COPRIFUOCO A MINNEAPOLIS Il provvedimento non è stato minimamente considerato dagli abitanti della citta’ che in migliaia si sono riversati nelle strade. Oltre 350 agenti sono intervenuti nel quinto distretto con proiettili di gomma e gas lacrimogeni per disperdere la folla. Sono state issate della barricate per tagliare fuori la polizia. Sono decine le persone arrestate. 

ORE 21 (LE 4 IN ITALIA): SCONTRO A LOS ANGELES, 2 AGENTI FERITI Centinaia di persone si radunano illegalmente nel centro della citta’, dall’autostrada 10 all’autostrada 101 e 110 fino ad Alameda. Interviene la polizia per gli arresti. Almeno due agenti vengono feriti negli scontri.

ORE 22 (LE 5 IN ITALIA): CIRCONDATA CENTRALE POLIZIA DI DALLAS La centrale di polizia viene circondata dai manifestanti, bloccati all’esterno degli agenti che hanno blindato tutta l’area. Alcuni manifestanti hanno lanciato mattoni contro le forze dell’ordine. Un agente è rimasto ferito.

ORE 23 (LE 6 IN ITALIA): GEORGIA ATTIVA 500 MEMBRI GUARDIA NAZIONALE Sono entrati in azione per proteggere le proprieta’ e le persone dalle proteste violente dei manifestanti, ha annunciato il governatore Brian Kemp che ha dichiarato lo stato di emergenza per la contea di Fulton.

ORE 23 (LE 6 IN ITALIA): ARRESTI A LAS VEGAS Decine di persone si sono radunate sulla famosa Strip di Las Vegas con cartelli e striscioni. La polizia ne ha fermati alcuni per violazione della legge.

ORE 24 (LE 7 IN ITALIA): SPARI CONTRO POLIZIA A MINNEAPOLIS Il dipartimento di Sicurezza denuncia colpi d’arma da fuoco contro gli agenti in azione al Quinto distretto. Nessun ferito.

ORE 1 (LE 8 IN ITALIA): DISORDINI E SACCHEGGI NEL CENTRO DI ATLANTA I manifestanti si sono diretti a nord verso il Lenox Square Mall, nella comunita’ di Buckhead. Lenox è considerata una delle principali destinazioni per lo shopping nel sud-est degli Stati Uniti, con marchi come Prada, Louis Vuitton e Cartier.

ORE 2 (LE 8 IN ITALIA): UN MORTO E QUARANTA ARRESTI A DETROIT Il capo della polizia, James Craig, ha confermato al Detroit News l’uccisione di un ragazzo di 19 anni morto vicino a un grande raduno di manifestanti a Cadillac Square. Gli spari contro la folla sono partiti da un’auto in corsa.

https://www.agi.it/estero/news/2020-05-30/usa-cronologia-notte-rabbia-floyd-8768493/

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Cremona – Vandali alla sede della Lega solidali con le rivolte a Minneapolis

Ennesimo attacco vandalico alla sede della Lega Nord di Cremona. Ignoti malviventi si sono infatti scatenati nella notte tra venerdì e sabato, quando hanno prima lanciato un sasso contro il vetro di una finestra, mandandolo in frantumi, quindi si sono sfogati con una bomboletta di vernice nera, lasciando sui muri le solite scritte, come “razzisti e guardie a assassini”,  ”colpire i razzisti o alle frontiere”, “Per Emilio e Maurizio”. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Cremona, allertati dai residenti che hanno sentito il frastuono, ma i vandali si erano già dileguati. Sono in corso le indagini da parte dei Carabinieri per cercare di identificare gli autori dell’azione, anche grazie all’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza della zona.

Ennesimo raid vandalico alla sede della Lega: sasso in un vetro e scritte sui muri

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Genova – Solidarietà sotto le mura di Marassi

La sera del 28 Maggio abbiamo portato un saluto solidale sotto le mura del carcere di Marassi ( Genova) per Edo, Elena, Duccio, Giuseppe, Stefania, Leo e Nicola, arrestati la notte del 13 Maggio nell’operazione Ritrovo.

E ai detenuti del carcere stesso, costretti loro malgrado a dover convivere reclusi con l’emergenza COVID.
 
La risposta dall’interno non si è fatta attendere, dapprima con urla e poi con battiture.
 
Per un mondo senza prigioni
 
Liberi tutti, fuoco alle galere
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DISTURBIOS y SAQUEOS en Minnesota como respuesta al asesinato de un hombre afroamericano

George Floyd, un hombre afroamericano de Minnesota, fue asesinado por el policía Derek Chauvin (un policía blanco y votante de Trump). Derek Chauvin le inmovilizó en el suelo, aplastándole el cuello con la rodilla durante 10 minutos, mientras George Floyd repetía “no puedo respirar, por favor, no puedo respirar… mama, no puedo respirar”. Al cabo de 4 minutos George Floyd pierde la conciencia y deja de respirar, sin embargo, el policía sigue aplastándole el cuello con su rodilla cortando su respiración. En esos instantes George Floyd muere: es asesinado. Este incidente recuerda mucho a lo que pasó en el 2014 con Eric Garner, otro afroamericano ahogado por la policía mientras suplicaba “I can’t breathe” (https://www.youtube.com/watch?v=24PAhUhnACo). De esta manera, la frase “I can’t breathe” (“no puedo respirar”) se convertirá en uno de los lemas de la protesta por la muerte de Floyd, junto con los lemas de “ACAB”, “Fuck 12” (12 significa policía en lenguaje urbano estadounidense), “FTP” (Fuck The Police), “Black Lives Matter” (“Las vidas de los negros importan”), etc.

Dicho esto, vamos al lío. Esta es la línea temporal de sucesos:

LUNES

George Floyd es asesinado por un policía blanco votante de Trump. Se viraliza el video por las redes sociales, causando revuelo, indignación y muchísima rabia a mucha gente. Aquí los videos:

-Detención y asesinato de George Floyd: https://www.youtube.com/watch?v=zaGmz4DPlJw

-Otro video de la detención vista desde una cámara de seguridad: https://www.youtube.com/watch?v=C8bLuzk1OeU

-Video entero original: https://www.youtube.com/watch?v=NcFoi1q9Cf4

MARTES

-Se realizan manifestaciones, en las que ocurren algunos enfrentamientos contra la policía:

https://twitter.com/IAF__FAI/status/1265487305818509312 (entran en el parking de la policía a reventar los coches de polis)

Este día, el departamento de policía de Minneapolis despide a los 4 policías implicados en la detención de George Floyd. Algo que no deja satisfecha a la gente que protesta.

MIÉRCOLES (por la tarde-noche, saqueos y disturbios masivos)

Se hacen protestas en Minneapolis, Los Angeles y en Memphis (probablemente en varios sitios más también).

-Protestas en Minneapolis por la tarde que la policía empieza a reprimir: https://www.youtube.com/watch?v=3oWTki2NNtI

Entonces, la cosa se desmadra (en un sentido positivo) y la gente empieza revoltarse por todo Minneapolis, se producen saqueos y todo tipo de altercados (de nuevo, en un sentido positivo, claro):

-Saqueo y redistribución de la riqueza 1: https://www.youtube.com/watch?v=q2yfFyWo8Ec

-Saqueo y redistribución de la riqueza 2: https://twitter.com/kscullinfox9/status/1265791117959798785

-Saqueo y redistribución de la riqueza 3: https://twitter.com/selfdeclaredref/status/1265803670781939718

-Queman un edifico que es considerado un símbolo de la gentrificación: https://www.youtube.com/watch?v=AbohekheQUE

-Manifestantes atacan una tienda Wendy’s, un Autozone, un supermercado Target (para contextualizar: el CEO de la cadena de hipermercados Target factura 17 millones de dólares al año; mientras sus trabajadores 13$/hora; un tipo de saqueo legal y normalizado) y varios comercios capitalistas más: https://twitter.com/selfdeclaredref/status/1265834863569113089

-Aquí un LIVE de la situación que hubo durante la noche: https://www.youtube.com/watch?v=TQRywSyIOUU

-Aquí otro en primera línea en el que se saquea una zona comercial entera: https://www.youtube.com/watch?v=g98NJLDajQo

La ciudad se llenó ENTERA como jamás se había visto de pintadas que ponían “ACAB”, “Fuck12”, “Fuck The Police”, “Black Lives Matter”, “Justice For Floyd”, “This is for George Floyd” etc., se destruyó todo tipo de mobiliario urbano propiedad del Estado, se asaltaron negocios (la mayoría capitalistas, cadenas de negocios, joyerías, etc), se quemaron algunos coches, y ardieron varios edificios (reportan unos 16 edificios en los que se inició algún fuego y cuya estructura ha quedado afectada): https://twitter.com/StribJany/status/1265888354987630592.

Si quieres seguir informado de los sucesos, este canal de twitter está haciendo un seguimiento bastante bueno de los sucesos: https://twitter.com/UR_Ninja

Este caso se suma a una infinita lista de sucesos marcadamente racistas y, sobre todo, por parte de la policía, que en realidad nunca han dejado de suceder en este país. De hecho, este caso guarda semejanzas con los Disturbios de Los Ángeles de 1992: https://es.wikipedia.org/wiki/Disturbios_de_Los_%C3%81ngeles_de_1992

Dejamos aquí algunos sucesos de los últimos años que han podido ser grabados en cámara, y que se ha re-viralizado estos días de protesta:

-Este sucedió hace justo unas semanas (un policía apaliza y detiene violentamente a un chico negro de 14 años): https://twitter.com/hvnlymnho/status/1266047449078140929

-Video donde un policía le dice a una chica blanca para calmarla: “Tranquila, recuerda que nosotros sólo matamos a gente negra”: https://twitter.com/mayday_snr/status/1265553393059233794

-Policía dispara a un detenido sin haber necesidad de ningún tipo (aunque nunca es necesario que un policía dispare, a menos que sea a sí mismo): https://twitter.com/tito_antony/status/1265602244667457536

CONCLUSIÓN

Esta es la situación a día Jueves 28 de Mayo de 2020. Veremos cómo evoluciona la situación, trataremos de seguir informando.

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Che la violenza cambi di campo

Sembra che l’ ennesimo omicidio operato dalle forze dell’ ordine negli USA abbia destato una rabbia che, forse complice anche la RE-pressione pandemica,  si è riversata nelle strade e si è infranta assetata di vendetta contro polizia, negozi e fast food. Anche la blindata e sorvegliatissima america non sembra esente dalle “tensioni sociali” di cui in italia ha tanto paura la cosidetta “ministra” Lamorgese.

Tre giorni di rivolta e manifestazioni in molte città. A minneapolis ci sono stati attacchi a concessionarie, espropri a supermercati, fast food e scontri con gli sbirri. Il fuoco illumina le notti cittadine e culmina con l’ attacco a una stazione di polizia, che viene saccheggiata e data alle fiamme dalla irata teppaglia.

Il cosidetto “presidente” Trump minaccia di mandare l’ esercito e di far sparare sulla folla. Quindi? questo farà smorzare la rivolta e quietare gli animi oppure contribuirà ad estenderla e affilarla di più, come la lama mortale sotto le mani del laborioso arrotino?

Intanto alcuni giornali si chiedono che fine avranno fatto le armi e gli esplosivi detenuti nel commissariato dopo che la sbirraglia se la dava a gambe dal tetto e i “criminali” saccheggiavano i locali…Forse saranno veline o scoops giornalitici, ma chissà mai che non sia il solo Trump a volersi preparare per lo scontro…

Mentre da qualche parte nel mondo il cocktail di paura, paranoia, violenza e ultra-contollo tecnologico dettato da Covid e compagnia bella sta dando vita ad uno scoppio della dinamite sociale verso i mittenti della violenza strutturata e del sadismo istituzionalizzato, come al solito nel belpaese e in generale nell’ europa unita pare non muoversi una foglia, la violenza arriva sempre a senso unico da stato, polizia e antiterrorismo che si divertono a imbastire operazioni repressive industriose verso chi non attende e si ribella e a dettare legge su tutti gli altri. Le morti e torture nelle carceri e nei lager non sembrano nemmeno aver indignato la brava, vera cittadinanza democratica. Bisognerà aspettare che le merde in divisa ammazzino per strada anche qui per valutare la “legittimità” di un insurrezione? O forse nemmeno allora?

Speriamo che le amanti del fuoco e gli individui a cui bastano sé stessi per rivoltarsi, illuminino sempre le notti e portino avanti fieramente anche da sole la loro guerra. Per adesso…

La violenza rigenera se stessa nelle mani di chi domina e si ripercuote sempre contro chi passivamente non reagisce e zitto subisce.

Senza reagire ci si ritroverà sempre in posizione subalterna e dominata, in una vita ridotta all’ osso.

Armarsi, esplodere, reagire a cosa può portare?

Alla retorica della “violenza genera violenza”?

Alla repressione sempre più dura e all’ esercito che spara sulla folla?

…Ma davvero vale la pena di domandarselo ancora e non  conviene piuttosto tuffarsi nell’ oblio dell’ incerto e dell’ indeterminato?

Certamente chi in queste ore stà oltreoceano a battersi per le strade e a goire della rivolta ha di meglio a cui pensare che le pippe impaurite dei timorosi razionalisti.

Che la violenza cambi di campo

Che la violenza cambi di campo

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